mercoledì 6 settembre 2017


 

                                                  FIRENZE GLOBALE :

   ANNO DEL SIGNORE 2030….UN BEL DI’VEDREMO

Pur manifestando il pieno consenso nei confronti del convegno sull'area metropolitana, dal titolo Firenze globalizzata. Nuovo Rinascimento 2030, tenuto in Palazzo Medici Riccardi nel marzo scorso, dobbiamo ammettere che la nostra (italiana) esperienza di governo delle aree metropolitane non è di sperimentazione, ma di studi fatti a tavolino, o di incontri tenuti molti anni fa. Il convegno di Palazzo Medici Riccardi ha destato grande interesse sia per le relazioni presentate sia per la presenza di studiosi e di urbanisti di ottimo livello. Come ex assessore all'Urbanistica, con i sindaci Bonsanti e Lando Conti, ho avuto modo di partecipare a Milano e Napoli ad altri convegni sullo stesso tema e, pertanto, sono ancora in possesso di una buona infari­natura. Inoltre la conoscenza del comprensorio fiorentino, osservato e valutato per oltre quaranta anni, mi consente, con un pizzico di pre­sunzione, di mettere i1 "beccJ in questo programma di pianificazione territoriale. Credo che dovremmo porre, alla base delle nostre valuta­zioni economiche, anagrafiche e politiche, le implicazioni che derivano dalla conoscenza diretta del territorio, per trarre le giuste indicazioni, in ordine sopra tutto al ruolo e alle funzioni che assumerà Palazzo Vec­chio in materia di gestione della dimensione metropolitana del terri­torio, per i problemi che riguardano i Comuni contermini, cioè a ri­dosso della città di Firenze: Scandicci e Sesto Fiorentino. Bisogna co­gliere, in queste aree confinanti, tutti gli elementi di trasformazione

registrati dagli anni Sessanta in poi; mi riferisco per esempio alle infra­strutture da realizzare, che possono rappresentare una profonda esi­genza, sentita dai Comuni della conurbazione, di superare antichi e gravi disagi dovuti all'aumento della popolazione e, dunque, anche dai lavoratori pendolari. Oggi, con le aree metropolitane, siamo veramente all'anticamera di un riordino istituzionale significativo. Secondo me,

aspetto saliente che emerge è che il comprensorio di Firenze è stato interessato e, purtroppo, è tuttora minacciato da un processo di dequalificazione della periferia, a confine con i Comuni contermini, soprattutto a nord-ovest del capoluogo, che sconvolge la fisionomia economico-sociale dell'ambiente. Oggi, la necessità di una organiz­zazione sul territorio di interventi di risanamento ambientale è quan­to mai evidente e urgente. Rimandare al progetto previsto per il 2030 sarebbe inaccettabile: il problema delle periferie si deve concentrare sulle competenze istituzionali già esistenti, che devono consentire in­terventi a breve termine, considerata anche la notevole presenza di migranti, sistemati alla meno peggio. Dunque, per passare da una si­tuazione di agglomerazione disordinata a una situazione di area me­tropolitana c'è bisogno di interventi fondamentali: alcuni di natura fisico-economico-strutturale; altri di riordino delle strutture pubbli­che. E poi, un aspetto molto problematico è la congestione del centro storico fiorentino per i gravissimi effetti del turismo cosiddetto "di massa". Occorre pensare a delle alternative nei percorsi e nelle mete turistiche di grandissimo valore nazionale e internazionale, per evitare le condizioni di congestione e di degrado nei luoghi più fragili della città antica. Tuttavia non sarà facile trovare soluzioni per diversificare le correnti di utilizzazione, quali, per esempio, la gestione del tempo libero, l'escursionismo dal turismo residenziale ecc. Un altro proble­ma, al di là di quello annoso delle infrastrutture e dei parcheggi, sia per i residenti che per i pendolari (parcheggi scambiatori), è la im­pellente necessità del "riuso urbano" di aree degradate o comunque mal utilizzate all'interno dei Comuni, soprattutto alla periferia di Fi­renze. Chiusa per sempre la cultura dell'espansione urbana, è neces­saria quella della trasformazione delle città e delle zone limitrofe. E indispensabile che si proceda alla riqualificazione delle aree industriali dismesse, in particolare della Piana e dell'Osmannoro. Insomma, ri­cucire il tessuto urbano mediante l'allocazione di attività produttive integrate (non inquinanti l'ambiente, cioè per uso terziario avanzato o aree di uso pubblico con attrezzature di servizio , culturali , sportive o spazi verdi )

D’altronde , per fortuna , dopo frane e alluvioni , in questi ultimi anni in Italia si vanno consolidando ipotesi positive sul rapporto tra ambiente e i suoi processi di trasformazione poiché , finalmente , si comprende che proprio l’ambiente e la qualità della vita non sono elementi da poco per la crescita della comunità , grazie al buon uso del territorio .

La terra dei fuochi in Campania è invece un tragico esempio dell’uso improprio e pregiudicato del territorio .Insomma , dove vuole andare Firenze ? Le questioni cruciali , da tempo evidenziate , sono quelle di sempre : traffico , inquinamento , degrado, assenza di parcheggi , condizioni delle periferie .

A ciò va sempre ricordata l’identità culturale della citta: la cultura come risorsa da salvaguardare .Dopodichè, stadio, Mercafir e…. purtroppo pizze , trattorie, dehor e bancarelle in attesa del 2030. Un bel dì vedremo…..

GIANNI CONTI
articolo tratto dall'ultimo numero della  rivista mensile IL GOVERNO DELLE IDEE
 
 

 

           

 

                

     

 

 

 

 

 

 

venerdì 14 luglio 2017


IDENTITÀ E QUARTIERI

di Maurizio Naldini

Nacquero, i borghi, fin dall'anno Mille, appena fuori le mura fiorentine per ospitare la forza lavoro. E, da bidonville invase dai liquami, si trasformarono in cittadelle dei commerci, vi­dero fiorire l'artigianato, ospitarono i servizi che dovevano rendere grande il centro storico, così come era accaduto ben prima intorno ai castelli del contado. Seguì invece un suo percorso autonomo l'Ol­tramo, che ospitò inizialmente i greci e i siriani, gli immigrati dal Nord Africa, i cristiani ai quali non era concesso di entrare nella città pagana. Il fiume, l'Arno, segnava un confine che andava ben al di là di quello indicato dalle mura. E quel confine sarebbe rimasto saldo per almeno un millennio, tanto che vivere in Oltrarno dava diritto a una precisa identità: fiorentini, forse più degli altri, ma diversi.
Assurda questa diversità? Eppure era reale, e per molti aspetti lo è an­cora oggi. Quando a fine Ottocento fu abbattuto il ghetto, e molte torri e chiese medievali, strade e piazzette del centro storico lasciarono posto alla piazza della Repubblica, chi abitava il quartiere malfamato ebbe qualche mese di tempo per trovarsi una nuova abitazione, po­tendo contare su un modesto sussidio comunale che doveva aiutare a pagarsi l'affitto. Ci riuscirono in pochi, gli altri si trovarono a vivere di pubblica carità, che si manifestò nella costruzione di case per gli indigenti, o in modestissimi loculi attrezzati in tutta fretta verso via dell'Orto, là dove era da sempre una discarica. Ebbene, negli anni che seguirono, gli antichi abitanti del ghetto presero l'abitudine, termi­nato il lavoro, poco dopo il tramonto, assieme alle mogli e schiere di rampolli, di attraversare il fiume, e in una sorta di pellegrinaggio tor­nare a far visita ai luoghi dove erano nati.
Legittimo, lodevole anzi, umanissimo desiderio? Non c'è dubbio. Ep­pure quei cenciosi che ogni sera entravano nei quartieri del potere disturbavano la borghesia che li abitava. E si arrivò al punto - ci di­cono le cronache de «La Nazione» di allora - di piazzare i soldati sui ponti, perché vietassero con la forza l'ingresso al centro storico a chi abitava in Oltrarno. E ancora nell'ultimo dopoguerra, quando don Cubattoli raccoglieva i ragazzi di San Frediano insegnando loro a es­sere uomini ancor prima che veri cristiani, "andare in centro" signi­ficava affrontare un viaggio, e le madri facevano il bagno ai loro figli, e li vestivano con particolare cura, quando ciò avveniva.
L'identità dell'Oltrarno, che col passare degli anni fu modificata, pri­ma dal disastro dell'alluvione e la diaspora per piccoli commerci e ar­tigianato, poi dall'arrivo sempre più numeroso di stranieri, fino al­l'oggi che ci dà speranza di farne un "quartiere latino", è fuori discus­sione. Chi ci è nato, o ci vive, rivendica la sua peculiarità. Senza più alcun complesso, anzi, con orgoglio. Pur essendosi ampliato il con­cetto stesso di quartiere. Allargandosi prima al Pignone - che accolse le prime timide industrie per il porto fluviale da cui prende il nome - poi a Monticelli, che inizialmente ospitava solo orti, Soffiano fino alle porte di Scandicci, e, dal lato opposto, il quartiere di Gavinana, sicuramente borghese, e quello del viale Europa, addirittura elitario. Ma se l'Oltrarno è sicuro di sé, delle proprie origini e della propria essenza, quanti altri quartieri possono vantare uguale identità scan­dita attraverso i secoli? Ce n'è un altro, che pur nato solo nel Nove­cento, oggi è sicuramente consapevole del suo passato e del suo pre­sente. È il Campo di Marte, le cui origini si collegano a quelle della stazione ferroviaria, e che oggi si allarga fino a Coverciano, alle Cure da un lato e San Salvi dall'altro. E un quartiere privilegiato, nato, si direbbe, per stupire. E infatti, man mano che l'esercito che qui si eser­citava nel ben noto "diamante", per precisa indicazione del Poggi, un p0' alla volta lasciò spazi per manifestazioni pubbliche e abitazioni private, qui si concentrarono non solo ottime villette stile liberty, ma anche servizi sportivi, giochi, circhi, lasciando ampie aree di verde che oggi ne fanno il quartiere più ricco di giardini. Il Campo di Marte ospitò infatti le prime manifestazioni aeree a inizio Novecento, vide innalzarsi le prime mongolfiere, assistette alle evoluzioni di Buffalo Bili e del suo circo, fino alla costruzione dello stadio per il calcio, di quello per il rugby, le piscine, i campi da tennis, il baseball, la pista di atletica, il palazzetto dello sport per il basket e la pallavolo, i con­certi, ancora oggi i circhi, mercati e mercatini di richiamo, e manife­stazioni di ogni tipo al Mandela Forum. Insomma, tutto quello che può dare gioia e stupore appunto, così che il Campo di Marte è un quartiere a sé stante, con una precisa identità, che consiste non nel chiudersi agli altri, ma, al contrario, nel saper ospitare pressoché ogni giorno migliaia di visitatori e di utenti.

Il Campo di Marte è dunque un'area privilegiata, che in cambio chie­de ai suoi abitanti di saper accogliere. Chiede e ottiene, se si pensa che pochi anni fa, per i mondiali di ciclismo, gli abitanti hanno ac­cettato senza fiatare, e quasi con orgoglio, di restare bloccati per una settimana da transenne e atleti. Ed è anche un quartiere ben fornito di negozi, alcuni raffinatissimi, con una viabilità migliore di tante al­tre, anche se negli ultimi anni è peggiorata. Sicuramente un quartiere di élite, forse il migliore in Firenze, che permette di arrivare a piedi in piazza Duomo in neppure mezz'ora o di salire a Fiesole, e da qui sciamare per impareggiabili colline, senza neppure la noia di doversi fermare a un semaforo. E, dunque, al di là della ferrovia è un mondo sospeso tra Fiesole e Firenze, da dove non si sente granché l'urgenza di spostarsi altrove. Volendo, al Campo di Marte si trova di tutto, quello che c'è altrove e quello che altrove si sognano. E il casello Sud dell'Autostrada lo collega facilmente al resto del mondo.Oltrarno, Campo di Marte, e poi? A ricordare cosa prevedeva il Poggi, con il suo piano regolatore che sanciva l'aprirsi della città verso occi­dente, viene da sorridere.
 E infatti, è stata proprio l'attuazione di que­sto dogmatico principio che è clamorosamente fallita. Via via che Fi­renze si è estesa lungo il corso dell'Arno, non solo non si è saputo co­struire, ma addirittura si è inglobato, annullato o addirittura ridicolizzato la presenza in zona di piccole realtà colme di storia, vil­laggi contadini con le loro pievi, le ultime coloniche, il verde che le circondava.
Rifredi fu chiamata a ospitare, fin dal Trecento, i fabbricanti di can­dele, perché col lezzo della lavorazione non disturbassero gli abitanti del centro. E dunque non ebbe vita facile, fin da allora. Ma la zona Statuto, con splendidi palazzi ottocenteschi, fino agli anni Ottanta era un luogo ambito, per la vicinanza al centro, la Fortezza e i relativi giardini. Si è riusciti, negli ultimi trent'anni, a distruggerne la speci­ficità, l'identità appunto, e oggi con la tranvia è difficile dire se il futuro potrà essere meglio del presente, presente disastroso non c'è dubbio. La città a occidente soffre dunque di scelte a dir poco avventate, che furono di tante amministrazioni di sinistra. Dell'accavallarsi di ambi­ziosi progetti ma senza una armonica visione dell'insieme, se non quella di costruire tutto nella stessa zona.
Qui, ormai, parlare di iden­tità è ridicolo. Qual è l'identità di via Baracca o via di Novoli? Raccordi autostradali? Strade di scorrimento dove 1e code sono la normalità? Eppure, io credo, è ancora possibile dar loro un modo ragionevole di esistere. Farne la città modernissima, dove il cemento non rinuncia alle sue capacità estetiche, e l'innalzarsi dei palazzi diventa una griffe, così come si è cercato di fare - pur fra mille contrasti - con il Palazzo di Giustizia. Si può e si deve. Pur nel rimpianto di aver distrutto i resti di una civiltà contadina che proprio in quelle zone dava il meglio di sé, aprendosi con naturalezza fino alle Cascine, lo sfogo naturale, fat­toria medicea non a caso.Il futuro di Firenze si gioca per l'appunto in questa sfida. La città degli anni a venire non potrà che nascere nelle sue periferie, recuperando spazi lasciati vuoti per incuria, abbattendo per ricostruire quando è necessario, migliorando i servizi e la circolazione. Ecco, tutto questo finalmente sembra essere chiaro. Ai cittadini, raccolti sempre più spesso in comitati e gruppi di recupero per specifici luoghi e temi, ma anche alla stampa cittadina, e proprio in questa direzione sembra muoversi la sensibilità dei giornalisti più avveduti.E infatti, cos'altro può dare a Firenze questo terzo millennio? Il pre­sente deve lasciare la sua impronta, e può farlo proprio riconducendo a una visione armonica, a un progetto unitario il tanto, il troppo forse, che sta bollendo in pentola. Ma senza dimenticare, se possibile, quanto scriveva a metà Seicento un rampollo della famiglia Capponi. «Se vuoi meritare la stima di chi verrà dopo di te, se vuoi che gli eredi abbiano gratitudine per le tue opere, dedica alla bellezza un terzo dei tuoi gua­dagni. Ti sembrerà uno spreco, e sarà invece la migliore spesa.»


 
articolo pubblicato nella rivista IL GOVERNO DELLE IDEE  numero speciale  ed Meridiana luglio 2017
 

venerdì 30 settembre 2016

L'Associazione "Firenze Magnifica"

spera di farLe cosa gradita inviandoLe il volantino del prossimo Convegno che avrà per argomento

"Una didattica per i DSA: strategie e metodi di studio per una didattica inclusiva"

Il Convegno si terrà il giorno 12 novembre 2016 a Firenze,
presso la Sala Conferenze della Biblioteca delle Oblate, in via dell'Oriuolo 24.

Ai partecipanti sarà rilasciato l'attestato di partecipazione.


Per la partecipazione è necessario iscriversi inviando una e-mail al nostro indirizzo


indicando nome, cognome, indirizzo e-mail (solo se diverso da quello dal quale si scrive) e scuola di provenienza (se docenti, altrimenti indicare se si partecipa in qualità di genitori, pisocologi, studenti...).

Si prega di inviare le iscrizioni singolarmente per facilitarne la registrazione. La invitiamo inoltre a far pervenire la Sua richiesta quanto prima poiché il numero di posti è limitato.

In allegato il volantino del Convegno e una nota di accompagnamento con ulteriori informazioni in merito ai relatori e alla loro esperienza pregressa.

L'evento è stato organizzato dall'Associazione "Firenze Magnifica" in collaborazione con il Comune di Firenze, il servizio Attività Educative e Formative e il C.R.E.D. di Firenze, l'Agenzia di formazione accreditata dal MIUR "Canalescuola", l'Associazione ONLUS "Pillole Di Parole".

Sperando di poterLa incontrare presto,
Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

domenica 28 febbraio 2016

CONVEGNO 2 aprile 2016


L'Associazione "Firenze Magnifica"

Spera di farVi cosa gradita invitandoVi al Convegno del giorno 2 aprile 2016, che si terrà a Firenze, presso la Sala Conferenze della Biblioteca delle Oblate, durante il quale verrà trattato il seguente tema:

“Nuovi modelli didattici: esperienze attive e buone prassi

Il Convegno propone la conoscenza di sperimentazioni in atto in alcune scuole di Firenze e della provincia, esperienze che hanno fatto e fanno storia o che guardano al futuro. La prassi operativa, da cui potranno essere ripresi molti spunti pratici per un approccio educativo-didattico proficuo, sarà presentata dagli stessi insegnanti che attuano le sperimentazioni.
La seconda sessione della mattinata avrà come relatori i professori che hanno avuto esperienze dirette con questi metodi.

Il Convegno ha il Patrocinio del Comune di FirenzeLa partecipazione è come sempre gratuita; tutti coloro che sono interessati possono partecipare (genitori, insegnanti, professionisti...); a chiunque lo richieda, al termine dell'evento, sarà rilasciato l'Attestato di partecipazione.

Ricordiamo che per la partecipazione al Convegno è necessaria l'iscrizione tramite e-mail al nostro indirizzo 

indicando il proprio nomecognome, indirizzo e-mail (se diverso da quello dal quale si scrive). Vi invitiamo gentilmente a far pervenire le iscrizioni entro il 23 marzo 2016.

Si avvisa che l'accesso alla Sala Conferenze della Biblioteca delle Oblate è consentito solo dall'entrata di Via dell'Oriolo n°24.

 
Cordiali saluti,

Gioietta Del Bianco Pietroniro, 
Vicepresidente dell'Associazione "Firenze Magnifica" - Responsabile Settore Scuola.

martedì 9 febbraio 2016

L'ASSOCIAZIONE FIRENZE MAGNIFICA COMUNICA CHE IL SEMINARIO "IL CONTRIBUTO DEGLI INSEGNANTI ALLO SVILUPPO E AL BENESSERE DEGLI ALUNNI " PATROCINATO DAL COMUNE DI FIRENZE , CHIUDE IMPROROGABILMENTE LE ISCRIZIONI ENTRO OGGI MARTEDI' 9 FEBBRAIO 2016 AVENDO RAGGIUNTO IL NUMERO MASSIMO DI ISCRITTI CONSENTITO DALLA CAPIENZA DELLA SALA .
TUTTI COLORO CHE HANNO RICEVUTO LA MAIL DI AVVENUTA ISCRIZIONE DA PARTE DELLA SEGRETERIA POTRANNO PARTECIPARE COME STABILITO PER IL 20 FEBBRAIO DALLE ORE 8,30 ALLE ORE 13,00 PRESSO LA SALA DELLE OBLATE .
GRAZIE
LA DIREZIONE
NOTA: SARA' A BREVE INVIATO IL MANIFESTINO DEL SECONDO INCONTRO.

giovedì 14 gennaio 2016

SEMINARIO 28 febbraio 2016


                                                       

IL CONTRIBUTO DEGLI INSEGNANT I ALLO SVILUPPO E AL BENESSERE

DEGLI ALUNNI OLTRE ALLE COMPETENZE ACCADEMICHE

 
SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO PER LE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO GRADO

 

Sabato 20 febbraio 2016 – ore 9.00


 
BIBLIOTECA DELLE OBLATE

                                                                                        Sala conferenze, Via dell’Oriuolo 24 - Firenze
(ore 8.30 ) Accreditamento partecipanti

(ore 9.00) Saluti  

Cristina Giachi  

Vicesindaca e Assessora all’Educazione del Comune di Firenze 

 
Gioietta Pietroniro

 
Vicepresidente dell’ Associazione “Firenze Magnifica”

  Interventi: 

B. Brogi, K. Campaert, L. Mundula, V. Angelini
(ore 9.30) Prima sessione  

       Cosa significa essere una persona  “significativa” per gli alunni   
       Quali effetti di una buona relazione insegnante-alunno sul benessere dell’alunno                     (ore 10.45-11.00) Pausa

(ore 11.00) Seconda sessione

 
       Il grado di supporto offerto dagli insegnanti e l’incidenza del bullismo 

 
       Lo psicologo a scuola: quali servizi può offrire agli insegnanti 
(ore 12.00) Dibattito  

(ore 12.45) Conclusioni:                          Gioietta Pietroniro

        Per iscrizione: firenzemagnifica@gmail.com
Ai partecipanti verrà rilasciato l’attestato di partecipazione

Seminario gratuito organizzato dall’Associazione Culturale No Profit “Firenze Magnifica”  con il patrocinio del 
e  in collaborazione con la rivista “Il Governo delle Idee”, l’Associazione senza scopo di lucro “Oltre il Giardino”

e il           del  Comune di Firenze

mercoledì 13 gennaio 2016

SEMINARI   2016
Il Settore scuola dell’ Associazione “Firenze Magnifica” apre la programmazione 2016 di aggiornamento didattico-educativo per tutti gli operatori del mondo della scuola, per quanti si preparano ad entrarvi e per i genitori.
Vi inviamo il volantino del primo seminario, tutti gli Istituti Comprensivi delle scuole Primarie e Secondarie di primo grado lo riceveranno dall’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze e dal C.R.E.D. di Firenze.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Firenze in collaborazione con l’Associazione “Oltre il Giardino” e il C.R.E.D. fiorentino.
Condurranno il seminario tre psicologhe, con l’appoggio di un’insegnante esperta in DSA e didattica.
Come sempre l’incontro è gratuito ed ai partecipanti verrà rilasciato l’Attestato di partecipazione.
Raccomandiamo agli interessati di iscriversi quanto prima, possibilmente entro il 10 febbraio 2016 per esigenze organizzative, inviando un’e-mail al nostro indirizzo:


indicando il proprio nome e cognome, scuola di provenienza ed indirizzo e-mail (solo se diverso da quello dal quale si scrive), per eventuali ulteriori comunicazioni sul seminario. 
Per qualunque altra informazione non esitate a contattarci.
Cordiali saluti,

Gioietta Del Bianco Pietroniro – Vicepresidente, Responsabile Settore scuola 

 

sabato 26 dicembre 2015

ASSEMBLEA soci 18 dicembre 2015

FIRENZE
Assemblea - presentazione  del programma  dell'associazione anni 2016-2017
Firenze Magnifica
18 dicembre 2015





mercoledì 18 marzo 2015

 
Convegno


“Il bullismo e l’educazione al riconoscimento

dell’altro”


Saluti:



Cristina Giachi


Vicesindaca e Assessora all’Educazione del Comune di Firenze

1ª Sessione: (9,15 – 10,45)

Grazia Sestini – Garante per l’infanzia e l’adolescenza



Toscana

La lettura del fenomeno e gli strumenti di contrasto.


Rossella Certini – Associato in pedagogia generale Università



di Firenze

Educare alla responsabilità del tu.
Ersilia Menesini – Ordinario in psicologia dello sviluppo e



psicologia dell’educazione Università di Firenze

Il ruolo degli osservatori nella dinamica del bullismo.

Pausa


2ª Sessione: (11,00 – 13,00)

Davide Dettore – Associato in psicologia clinica Università di Firenze




Il bullismo nelle diversità di genere.


Angela Lombardelli – Psicologa del Centro di Solidarietà di Firenze


I Campanelli d’allarme nel comportamento. CSF Onlus
Mariarita Bartalucci – Grafologa dell’età evolutiva




Il bullismo tra violenza e sofferenza. L’apporto della grafologia.


Spazio discussione

Moderano: Valeria Angelini e Gioietta Del Bianco Pietroniro





Sabato, 7 marzo 2015

ore 9,00 - 13,00



Sala Conferenze - Biblioteca delle

Oblate

Via dell’Oriuolo,26 - Firenze
Convegno gratuito organizzato

dall’Associazione Culturale No Profit

“Firenze Magnifica”, in collaborazione

con ”Associazione Grafologica Italiana”,

“Centro di Solidarietà di Firenze” e la

rivista “Il Governo delle Idee”,



INFO:

firenzemagnifica@gmail.com

http://firenzemagnifica.blogspot.it

Ai partecipanti verrà rilasciato l’attestato di partecipazione

martedì 3 febbraio 2015

L'Associazione "Firenze Magnifica" spera di farVi cosa gradita nel comunicarVi il calendario dei prossimi eventi.


Seminario di Formazione e Aggiornamento:
"Il bambino adottato e la scuola"
Sabato 21 febbraio 2015 ore 8,45 - 13,00
Sala di Firenze Capitale- Palazzo Vecchio, Firenze

IL SEMINARIO E' A NUMERO CHIUSO. Le richieste dei partecipanti saranno accolte in ordine di ricezione fino ad esaurimento posti.


Convegno:
"Il bullismo e l'educazione al riconoscimento dell'altro"
Sabato 7 marzo 2015 ore 8,45 - 13,00
Sede da definire 

In entrambe le occasioni saranno rilasciati gli attestati di partecipazione. La sede del convegno sarà comunicata al più presto, alla comunicazione della sede allegheremo anche il manifesto.

Per confermare la propria presenza è sufficiente specificare nell'e-mail di risposta nome, cognome, indirizzo e-mail (se diverso da quello del mittente), scuola di provenienza (solo per i docenti).

lunedì 26 gennaio 2015




FIRENZE, CITTÀ CAPITALE DELLA BELLEZZA di Massimo Ruffilli
 

Centocinquanta anni sono passati e la nostra città, che Philip­pe Daverio e altri osservatori attenti definiscono "assopita", si appresta a rievocarne l'anniversario. Ma a chi si domanda do­ve sono andati a finire quegli spiriti irrequieti che stavano costruen­do l'unità nazionale, i patrioti del caffè Michelangelo, i pittori della macchia, i letterati come il Lorenzini e il Manzoni, i collezionisti co­me lo Stibbert, i politici come il Ricasoli e il Peruzzi, viene da ri­spondere oggi con Matteo Renzi e la sua giovane squadra d'assalto. Firenze produce sempre personaggi d'avanguardia che influenzano la società. Dunque, questo non avveniva solo in quegli anni decisivi per l'Italia unita, ma avviene ancor oggi nell'Europa della grande crisi economica. Vi è un aspetto, che più d'ogni altro caratterizza, senza se e senza ma, il carattere della città. Un aspetto che non viene mes­so in discussione da nessuno e che riassume in se stesso la vera ani­ma di Firenze: la bellezza.

Questa città è bella. E un dato oggettivo. Siamo circondati dalla bel­lezza. Ci pervade, ci accompagna, ci fa innamorare, ci fa godere. Vit­torio Sgarbi, che è uno dei pochi autori fermamente convinto dell'og­gettività della bellezza e sulla quale ha scritto numerosi libri, sostiene che alla bellezza ci si avvicina per passione, per istinto, per amore.

Larte è uno dei potenti promotori della bellezza. L'arte che viene go­duta visceralmente, emotivamente. Firenze provoca emozioni, godi­mento, sensazioni irripetibili. La bellezza si gode attraverso i sensi, so­stiene Sgarbi, non si fruisce solo razionalmente, ma si vive con pas­sione e la si gode sia che essa appartenga a una donna, a un'opera d'arte o addirittura a una città. Dunque Firenze, "la città sul monte", come la definiva Giorgio La Pira, Firenze che rimane la città capitale della bellezza, dell'arte che vince lo spazio e il tempo, che non si consuma

 e non passa di moda e che si aggiorna quotidianamente attraverso una costante azione di tutela che resta tutt'ora all'avanguardia nel mondo. Ma la città d'arte non deve essere soltanto tutelata, deve essere go~ dura e «proprio dalla possibilità del suo godimento può trarre il mi­glior beneficio economico».

Certo, il mondo cambia e la società si evolve. Il turismo di élite del­l'Ottocento, con la borghesia e l'aristocrazia europea e americana che comprava le ville fiesolane definite dal bel libro di Alessandro Pana­jia «esilio di bellezza», oggi non si percepisce più come allora.

Tuttavia la bellezza non perde la sua attualità nemmeno nell'epoca del turismo di massa e della città contemporanea.

Firenze, sostiene ancora Philippe Daverio, è diventata un grande duty free, un "turistodromo" cosmopolita e assolutamente straordinario nella sua peculiarità.

Certo vi è una notevole differenza tra i Demidoff e i turisti russi di oggi, così come vi è differenza tra gli "anglo-beceri" come Berenson, Rockefeller o Wright, e le torme di studenti americani che schia­mazzano in via de' Benci e in Santa Croce.

Ma questo non cambia il senso del concetto di bellezza che caratte­rizza indissolubilmente la nostra città. Mark Twain ebbe a definire il panorama di Firenze come «l'immagine più bella del pianeta, la più incantevole a guardarsi, quella che appaga gli occhi e lo spirito».

È in questa città che sono nati i movimenti d'avanguardia artistica più importanti del Novecento. Da Ardengo Soffici a Mino Maccari, da Marinetti a Papini nello storico caffè delle Giubbe Rosse.

Dunque, anche se oggi Firenze ha «cambiato i parametri della pro­pria internazionalità» non ha ancora perduto la sua caratteristica spe­cificità che l'ha resa tanto famosa nel mondo: la sua bellezza.

L'Italia, quella che oggi attraversa una grave crisi economica, era di­ventata, nel dopoguerra, una delle principali potenze industriali del mondo. La ragione vera di questo che venne definito "il miracolo eco­nomico" era, tuttavia, da attribuire a una particolare caratteristica che John Kenneth Galbraith, alla Harvard University aveva così definito: «L'Italia ha incorporato, in tutti i suoi prodotti, una componente es­senziale di cultura e, pur avendo infrastrutture molto carenti e com­ponenti amministrative e politiche non rilevanti, può vantare, nel pro­prio standard di vita, una eccezionale quantità di bellezza. Così, pii che l'indice economico del Pil, nel futuro, il livello della bellezza di­venterà sempre più decisivo per indicare il progresso di quella società».

Massimo Ruffilli , Presìdente Automobil Club

Tratto da  : IL GOVERNO DELLE IDEE    diretto da Gianni Conti  Mensile  n. 128